venerdì 27 febbraio 2009

Yahoo! integra le foto di Facebook nei risultati della ricerca


Da oggi, in Yahoo!, attraverso una ricerca nome cognome di un utente Facebook, sarà possibile visualizzare anche la sua foto del profilo, accanto al risultato. Sempre che quell'utente abbia espresso il suo consenso ad essere indicizzato pubblicamente dai motori. Questa di Yahoo!, non è soltanto una sfida al grave e dilagante fenomeno dell'omonimia, che aumenta sempre più, ogni giorno in cui il numero degli iscritti ai social network aumenti, e quindi tutti i santi giorni. E' più che altro un modo di mettere definitivamente fine alla parola privacy; oppure di convincere del tutto gli utenti che avevano dato la propria disponibilità a farsi indicizzare, di tornare sui propri passi, e tornare nel loro ovile di poke incompresi.

La possibilità da parte di Yahoo! di visualizzare risultati di ricerche strutturate all'interno dei siti - ad esempio proponendo immagini, oltre ai consueti snippet - riguarda anche siti come Linkedin, Wikipedia e Youtube.

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giovedì 19 febbraio 2009

Il gioco Facebook del giorno: MiniGolf Party

Dai creatori di Word Challenge - i coloratissimi PlayFish - una lezione per chiunque voglia realizzare un vero gioco di sport su piattaforma Facebook: non realizzatelo, a meno che non abbiate la giusta dose di ironia e fumettosità. Effettivamente, il vano realismo di MiniGolf Party sembra essere l'unica componente che non sia stata curata dagli sviluppatori di capolavori come delle espressioni facciali del vostro cagnolino, in Pet Society, altro prodotto di larghissimo successo di PlayFish. Musica, animazione, e socialità dei giochi targati col marchio del pesce sono sempre ai massimi livelli. Anche troppo, potremmo dire, ricordando la prima volta che sospettammo di brogli la classifica generale dei nostri amici su Word Challenge.

I percorsi su cui giocare sono due, di cui uno gratuito e uno a pagamento, per la bellezza di quasi 7 dollari. Solo un fanatico delle mazze in flash potrebbe ambire a pagare tanto per delle buche supplementari, e noi purtroppo ne conosciamo. Si parte dunque dalla prima buca del percorso gratuito, ed è una scenografia da mille e una notte che ci accoglie: quella di una sontuosa ricostruzione del Taj Mahal. Dopo aver personalizzato l'aspetto e il grido di battaglia del nostro personaggio, possiamo procedere a sfidare uno dei nostri contatti più bassi in classifica, oppure a fare pratica da soli.

Il meccanismo di funzionamento è fin troppo semplice, ma non sarà necessario fare troppa pratica prima di cominciare a divertirsi con questo gioco: si punta e si tira, sperando che uno dei tanti ostacoli e trabocchetti disseminati per i percorsi non azzoppino la nostra voglia di finire sotto il par. La nostra speranza è che non realiziate presto quando realmente in basso siamo noi, in classifica. Buon divertimento!

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mercoledì 18 febbraio 2009

Cosa vuol dire taggare su Facebook?

Va là, che siamo stati tutti novellini, prima o poi, su Facebook, e questa domanda ce la siamo posta un bel po' di volte, prima di dominare completamente la materia. Taggare è una delle azioni fondamentali su Facebook, una delle prime che è importante comprendere prima che sia troppo tardi, e che possiamo commettere qualche gaffe, o che qualche gaffe sia compiuta ai nostri danni impunemente.

Tag in inglese significa etichetta. Nel linguaggio di Facebook significa attestare che in un foto (o, da qualche tempo, in una nota di testo) sia presente un certo utente di Facebook, che sarà scelto da un elenco dei nostri contatti. Possiamo taggare ufficialmente solo i nostri contatti, infatti. Ufficialmente significa inserire un link al profilo della persona in questione nella pagina della foto o della nota. All'utente autore della foto sarà richiesto di approvare il tag. Nel caso delle foto, è anche possibile attribuire all'utente in questione una posizione all'interno della composizione. Un tag è fondamentale per arricchire il numero delle foto cui il nostro profilo rimanderà, alla voce "foto di". A parte le fotografie caricate da noi stessi, infatti, non sarebbe possibile risalire a un elenco completo delle nostre foto disponibili su Facebook, nei svariati album altrui in cui compariamo, senza la funzione tag.

Taggare è un'espressione che è stata lasciata intradotta nella nostra interfaccia italiana, rispetto all'originario inglese della prima versione di Facebook, come è successo per poke. Non è un caso, visto che è una parola che ha fortemente caratterizzato il nostro linguaggio di questi mesi ed anni (in qualche caso) di social networking.

Non mancano i gruppi di ribelli contrari al tag selvaggio, giustamente. Fin troppi album di amici del cuore o d'infanzia sono pieni di foto in cui siamo orribili, e in cui veniamo regolarmene taggati, e posti al pubblico ludibrio o, peggio, a quello privato presso tutte le persone con cui siamo usciti o vorremmo uscire. Quindi, all'occorrenza, liberissimi di detaggarci da una foto o da un album.

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lunedì 16 febbraio 2009

Facebook sarà bloccato in Italia a causa della mafia?

Mentre provavamo una graditissima estensione per Firefox (Xoopit per Gmail), ci siamo imbattuti in una notizia che, se avrà un seguito più serio del vocio fra blogger (anche se, questa volta, il vocio è internazionale), rappresenterà un vero fallimento per il social networking italiano. Una proposta di legge del nostro Governo è appena passata al Senato, e vorrebbe bloccare l'accesso a siti internet che "incitano al o giustificano il comportamento mafioso", toccando anche e soprattutto Facebook. La colpa di tutto questo è chiaramente da attribuire al gran clamore che hanno suscitato sui media tradizionali le notizie relative al seguito riscontrato da diversi gruppi di sostegno e di apprezzamento nei confronti di alcuni famigerati capi mafia siciliani.

Da quando è stato prodotto il primo Padrino; ma anche da prima, da quando nel più sperduto comune toccato dalla malavita organizzata i simboli del potere dei capi sono stati resi visibili e sono stati ammirati, l'attenzione e l'emulazione che la mafia può generare sono sotto gli occhi di tutti. E' molto difficile per chiunque, dal giornalista che ha il dovere di riportare una notizia, per quanto colorita; al cineasta che ha il diritto di girare le sue scene secondo il suo gusto, gestire l'equilibrio fra senso dello smascheramento del malavitoso e compiacimento nel raccontare una realtà così pittoresca e, inevitabilmente, dal forte appeal per giovani ricettivi.

Facebook potrebbe difendersi facendo ricorso al principio della libertà d'espressione e, in caso di mancato successo, sperare più nella sanzione da 300.000 dollari (prevista dalla proposta di legge) che nel completo oblio del suo dominio da parte degli utenti italiani. E' giusto tentare di regolare di cosa e di chi ci si possa dichiarare fan su un social network? Oppure, anche su Facebook, dovremmo essere tutti liberi di esprimerci, ma non per questo meno responsabili di quello che rappresentiamo o ci rappresenta?

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giovedì 12 febbraio 2009

Come fare un regalo per San Valentino su Facebook



Fra due giorni è San Valentino, e Facebook esiste nelle nostre vite da troppo tempo per non essere uno dei primi strumenti che ci verrebbero in mente, qualora volessimo comunicare al nostro partner, spasimante, spasimato, Jack Russell o pesce rosso, la nostra gioia per il sopraggiungere della suddetta ricorrenza. Onde evitare l'atteso proliferare di cartoline strappalacrime con bimbi di Anne Geddes (liberamente taggate col il nome della nostra fidanzata adorata), Facebook ha pensato a una raccolta di piccoli regali a tema, da postare sulla bacheca dei nostri destinatari preferiti.

Si tratta perlopiù di regali a pagamento, da comprare sfruttando i crediti che abbiamo - o non abbiamo - per la relativa applicazione. Alcuni sono gratuiti, fra cui segnaliamo il regalo sponsorizzato Honda che, a discapito di un piccolo logo con l'H del brand automobilistico nipponico, ci permette di recapitare un autentico indicatore del livello di benzina a forma di cuore.

Non abbiamo mai particolarmente creduto in questa applicazione e, diciamo la verità, non ci abbiamo ancora mai speso un euro, almeno a fare un rapido confronto via Skype fra i membri del nostro staff. Qualche volta ci è capitato di usare un regalo gratuito, soprattutto del tipo mangereccio (Burger King o simili), più che altro per sfottere qualche contatto mangione o a dieta. Invece Facebook mostra, ancora una volta, di credere ancora molto nei Regali, arrivando fino a dotare ogni profilo, in questi giorni di attesa del 14 febbraio, di un link invariabilmente in cima alla bacheca, che invita a fare un regalo al proprio amato. Programmandone la consegna alla mezzanotte di domani, 13.

Che ne dite, diamo una chance a questo sistema di comunicazione costoso, ma immaginifico? Dotiamo di un orsacchiotto mercenario, uguale per tutti, la morosa, oppure per una volta pensiamo a qualcosa di speciale solo nella vita reale, per lei o per lui? Baci a tutti gli innamorati.

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mercoledì 11 febbraio 2009

Gli indiani pellerossa bloccati da Facebook

Nel corso di questi ultimi mesi di assalto alle registrazioni, molti italiani hanno subìto la sospensione o l'eliminazione del proprio account di Facebook, per i motivi a volte più ingiustificati, a volte semplicemente più folli. Ci sono stati alcuni dei nostri lettori che hanno sostenuto, e gli crediamo completamente, che il loro account fosse stato temporaneamente sospeso perchè facevano troppo uso della chat interna. La maggior parte ha invece subito lo stesso trattamento per il motivo di aver inserito un nomignolo, un diminutivo, un nickname al posto del canonico nome e cognome sul proprio profilo. E di questo non possiamo davvero troppo lamentarci, se pensiamo a tutti quelli che, come nei migliori ex-manicomi che si rispettino, hanno cercato di farci credere di avere come amico Elvis, Gesù Cristo o Jim Morrison.

Ci giunge ora notizia dalla vasta America che, a differenza, dunque, di tanti piccoli e medi colpevoli di mentire sulla propria identità su Facebook, un numero sempre più ingente di utenti pellerossa si sta vedendo cancellato l'account per lo stesso motivo: abuso del campo nome. Si tratta perlopiù di persone come Parmelee "Kills The Enemy" (Parmelee Uccide il Nemico), che sono state costrette a spedire alla sede di Facebook fax con copia del proprio documento di indentità, per convincerne i capi a restituire loro il profilo così ingiustamente strappato di mano.

Noi di Facebook Italia non pensiamo che si tratti di un caso di razzismo, anche eventualmente involontario, ma siamo convinti che sia un semplice bug del sistema automatizzato di rilevazione di questo tipo di infrazioni. Speriamo di non pensare troppo bene.

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martedì 10 febbraio 2009

Una nuova funzione di Facebook: l'apprezzamento (o like)



Abbiamo appena finito di raccontarvi della sfida che Facebook starebbe lanciando a Twitter, che già dobbiamo parlare di un seconda sfida, forse meno importante, ma comunque molto significativa del piglio "universalizzante" che Facebook ha preso da qualche mese a questa parte. E' proprio vero che il social network fondato da Mark Zuckerberg sembra avere in mente di dominare tutti i suoi rivali assorbendone le caratteristiche vincenti, una ad una.

Questa volta tocca a una delle features più interessanti di FriendFeed, anche se non sarà implementata con le stesse finalità che l'hanno resa praticamente indispensabile sull'aggregatore dei ex ragazzi di Google. Il like, in FriendFeed, serve principalmente a due cose:

1. a indicare che un post, un link, una foto che compare nel feed di un nostro contatto sono stati di nostro gradimento

2. a farlo risalire di posizioni nella nostra home page (e, di conseguenza, in quella degli altri nostri amici, di modo da restituirgli visibilità e ulteriore "likeability" (apprezzabilità), e a suscitare, a sua volta, nuovi commenti e like.

Per il like in Facebook - che, per ora, viene tradotto con un interminabile "esprimi il tuo apprezzamento" - si tratta invece principalmente di uno strumento per far sentire la propria presenza agli amici: quando non abbiamo abbastanza tempo o abbastanza parole per un commento vero e proprio, ma vogliamo comunque lasciare un segno sul loro profilo. Aspettiamo di sapere cosa pensate di questa nuova funzione e come avete cominciato a usarla.

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domenica 8 febbraio 2009

Facebook potrebbe sostituire anche Twitter

Una delle chiavi del successo di Facebook è certamente l'idea della sua universalità, quindi, la fiducia dell'utente nella sua potenziale diffusione, fin dall'inizio. E questa fiducia derivava e deriva dal suo essere un raccoglitore di tutto quanto si fosse fatto sul web, solo sviluppato per una piattaforma precepita come più chiusa, sicura, affidabile dell'intera Internet, e anche più responsabilizzante per i suoi utilizzatori. In Facebook risiede, a livello amatoriale e dunque reale, quello che in siti specializzati (esempio su tutti: Flickr.com per le foto), ma comunque raramente professionali, spesso rasenta l'elitarismo immotivato, o l'affettazione scomposta, con le dovute eccezioni.

Questo vale per le immagini di Flickr, quanto per i video di Youtube (ma soprattutto quelli, più fighetti, di Vimeo), quanto, sempre più, attraverso commenti e "note", per i vecchi cari blog. Gli status di Facebook però, pur commentabili e sempre più presenti nell'esperienza degli utenti, non hanno mai potuto realmente competere con Twitter, il riferimento mondiale per il microblogging. Gli status non sono mai stati dotati di API aperte, quindi non consultabili né modificabili da client e servizi esterni a Facebook, a parte applicazioni ufficiali per dispositivi mobili. La forza di Twitter, invece, è da sempre stata la sua grande modularità, al punto che certi utenti sono più legati al design o alle funzionalità di un certo client (Twitterrific e Twhirl su tutti) che alla home page di Twitter.

A Facebook, restava il merito, in modo ancora più massificato rispetto al boom dei blog, di aver fatto sì che, in tempi di chiara vittoria dell'immagine sulla parola scritta, tanti giovani e giovanissimi riprendessero a comunicare attraverso l'uso di una tastiera. E non si trattava né di forum né di newsgroup, storicamente media di nicchia, destinati a utenti molto lontani sia dalla "strada" che dalla realtà: i cosiddetti geek, e qualche utente generalista in cerca di soluzioni facili per problemi troppo complicati. E non si trattava neanche di Msn, l'altra grande fonte di scrittura dei nostri tempi, ma la cui epistolarità (più che sincronica: estemporanea) scade al livello di sms scritti senza neanche troppa attenzione al credito rimanente.

La notizia del giorno è che i vertici di Facebook hanno deciso di aprire le API degli status, mossa che l'editoria online specializzata ha subito riportato come un possibile scaccomatto a Twitter. Ora, pur essendo francamente convinti che ci siano delle differenze sostanziali fra i due servizi (pensate solo a quanti utenti seguite su Twitter senza che a loro passi solo lontanamente in mente la possibilità di ricambiare la cosa, senza però snaturare la vostra esperienza), noi di Facebook Italia siamo convinti che presto vedremo delle novità molto interessanti sul fronte della libertà e della facilità d'espressione del pensiero, e finalmente davvero per tutti.

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sabato 7 febbraio 2009

Si può divorziare su Facebook?

L'anno scorso scrivemmo della triste notifica della fine di un rapporto sentimentale via Facebook, in un post molto controverso che finimmo per cancellare dal nostro archivio, su richiesta dei diretti interessati. O, meglio, della diretta interessata: la giovane donna (italianissima) che aveva deciso di lasciare il proprio fidanzato solo tramite il cambiamento del proprio status coniugale, davanti a tutti i suoi amici e conoscenti. Per fortuna, all'epoca, di genitori e zie, su Facebook, ancora neanche l'ombra, a differenza di oggi. Notammo che si tratta di una pratica particolarmente cruenta, perché chi lascia diviene automaticamente single, e il "relazionato" rimane "in a relationship", ma senza il nome dell'amato bene, vale a dire in relationship, ahimé, con se stesso.

E' notizia di oggi, invece, quella del primo vero divorzio via Facebook. Una perfetta moglie della provincia inglese, per la precisione di Baxanden, Lancashire, si è svegliata un mattino con una telefonata di una sua amica: "Ho letto del tuo divorzio su Facebook". Una notifica l'aveva allertata: "Neil Brady has ended his marriage to Emma Brady". Emma giura di non aver avuto neanche un avvertimento, prima della social-rivelazione, anzi, neanche un particolare litigio, e dichiara, a tutti i suoi amici su Facebook, di sentirsi particolarmente umiliata da questo tipo di trattamento.

Non la pensa esattamente così il maritino Brady, che la accusa di tradimento, a sua volta accusato di percosse: davanti a un giudice, però. Forse era questo l'avvertimento che Emma avrebbe dovuto ascoltare? Di fatto, la situazione, almeno a sentire il Telegraph, sembra essere in perfetto stallo, a parte un'ammenda di qualche centinaio di sterline che Brady ha pagato per le percosse.

foto | Telegraph

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venerdì 6 febbraio 2009

Meebo.com integra ufficialmente Facebook Connect per la chat

La maggior parte di noi avrà provato almeno una volta a usare la chat di Facebook anche attraverso client esterni, non ufficiali, come quelli per dispositivi mobili (Fring, Nimbuzz) o quelli alternativi a Microsoft Messenger (e quasi sempre multiprotocollo) come il diffusissimo Adium per Mac OS.
Chattare con gli amici di Facebook in questo modo è spesso una questione di fortuna: la maggior parte delle volte è impossibile anche solo visualizzare la lista dei contatti online, per non parlare di chattarci.

Anche Meebo, probabilmente il più versatile client web based per instant messaging (cioè: utilizzabile tramite browser, e senza installazione di software), aveva deciso di includere Facebook Chat fra i protocolli da proporre ai suoi utenti. Con lo stesso successo di quanto avessero già fatto i suoi concorrenti desktop.
La novità consiste nel fatto che Meebo, nei giorni scorsi, ha sospeso l'offerta di Facebook Chat, forse per la sua inaffidabilità, forse per qualcosa che cominciava a bollire in pentola. E, in effetti, proprio oggi il quartier generale di Meebo ha annunciato che la chat di Facebook è stata finalmente integrata in maniera ufficiale e "autorizzata" da Facebook, attraverso le possibilità (straordinarie, come stiamo vedendo un po' ovunque, in questi giorni, in giro per la rete) di Facebook Connect.

Facebook Connect è un servizio che permette agli utenti di Facebook di accedere al proprio account e alle informazioni in esso contenuto (oltre alla possibilità di modificarle, naturalmente) da siti esterni, collegando biunivocamente le caratteristiche di vari social network, blog e qualunque risorsa online possa avvantaggiarsi, nell'interfaccia con noi, di conoscere ed elaborare nostra identità online. Facebook è ormai talmente diffuso che questo servizio fa concorrenza sempre più seria ad OpenId.

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giovedì 5 febbraio 2009

Ashton Kutcher distribuisce la sua nuova serie su Facebook

Grandissimo Ashton Kutcher. Quelli che già non lo seguano su Twitter, insieme alla moglie Demi Moore, sappiano che il bambino prodigio della bellissima interprete di Proposta indecente è talmente appassionato di social media che ha deciso di trasmettere su Facebook - in anteprima mondiale - la sua nuova serie televisiva, KatalystHQ. Attraverso la sua società di comunicazione Katalyst Media, Ashton si è già occupato di promuovere attraverso il web lavori suoi, e di colleghi.

Solo, fino ad ora il canale privilegiato per operazioni questo genere è sempre e solo stato MySpace, lo storico rivale di Facebook, ormai destinato a soccombergli, o già sconfitto, come del resto è avvenuto in moltissimi mercati del mondo. La decisione del team di promozione che fa capo a Kutcher sembra più che mai significativa proprio di questo sorpasso. Come se non bastasse tutto il chiassoso entusiasmo che molti giovanissimi utenti di Facebook cominciano a produrre dalle pagine del loro profilo, speranzosi come sono che, prima o poi, qualcosa possa cambiare nelle rigide policy estetiche del sito, e un po' di colore irrompere su tutto quel bianco.

Per guardare il primo assaggio della serie, cliccate pure qui. L'applicazione utilizzata per la distribuzione è FunSpace di Slide.com, la quinta più utilizzata sul nostro social network di riferimento. Buona visione, soprattutto se capite bene l'inglese americano...

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Una new entry a Facebook Italia


"Ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere. Per me: il vecchio Groucho Marx, Joe di Maggio, Il secondo movimento della sinfonia Jupiter, Louis Armstrong, l'incisione "Potatoes Blues", i film svedesi, L'educazione sentimentale di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili mele e pere dipinte da Cezanne, i granchi di Sam Wo....[...]"

(W.A.)

... ora anche Facebook Italia.

(Vittoria F., che sarei io)

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mercoledì 4 febbraio 2009

I video di Facebook Italia

In quest post inseriamo la nostra playlist di video - satirici e no - dedicati al nostro social network preferito. Vi invitiamo fin da ora a tornarci, perché resterà sempre aggiornato. Buon divertimento!


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Festeggiamo i primi 5 anni di Facebook

Facebook esiste già da 5 anni. Ad alcuni sembreranno troppi, soprattutto a qualcuno fra gli utenti approdati di recente al più importante sito di social networking al mondo, che si è fatto strada fra le insidie musicarelle di MySpace e le tentazioni minimaliste di Twitter. C'è da dire: non necessariamente tutti i network sociali sono in diretta concorrenza fra di loro, tali e tante sono le loro possibilità, e le diverse finalità che vengono loro assegnate, di giorno in giorno, dagli utenti.

C'è chi usa Twitter per impartire ogni giorno piccoli editoriali surrealistici sulla vita e sulle sue contradditorietà; e chi invece riesce a trattare MySpace come uno strumento per rimorchiare. I limiti dei social network sono quelli delle inventive delle persone che li usano, dunque infiniti. Conosciamo personalmente un fotografo dilettante che ha scoperto di essere gay tramite incontri e discussioni tecniche su obbiettivi e lenti, su Flickr, il servizio di condivisione di foto di Yahoo.

Due cose però sono certe: Facebook è, per ora, il network che sta vincendo, ed è anche il network che sembra contenere, o poter contenere, tutti gli altri esempi e tentativi di socializzare sul web.
A noi piace che sia cresciuto in tutti questi anni, e che sia uno dei mezzi ormai più spontanei ed efficaci di rivalutare alcune delle possibilità della parola scritta.

Se avete un augurio da fare a Facebook, usate pure i commenti a vostra disposizione.

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martedì 3 febbraio 2009

L'altra faccia di Facebook Italia



Sfortunatamente, un blog di soli post copiati, ci ha copiato quasi anche l'indirizzo. Ricordiamo ai "curatori" del blog in questione che questo Facebook Italia (senza trattino) è online dal 6 ottobre 2007. Solo da noi trovate il nostro materiale originale e i nostri post sui gruppi, sulle fan page, sui personaggi, sugli errori e sulle storie di Facebook in italiano.

Per leggere le notizie che vi propinano su Facebook-Italia (col trattino), basta essere iscritti a un feed di Google News Italia con keyword Facebook, e il gioco è fatto. E ci trovate anche molto di più, su Google News.

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Facebook Italia ritorna

Cari lettori, per prima cosa vi dobbiamo ringraziare per la fedeltà che ci avete accordato, nelle visite e nei commenti. Avrete presente la piccola gara che è iniziata qualche mese fa, fra i commenti al nostro post sulla definizione di poke in italiano. Siete stati qui per tutto il tempo in cui il blog di Facebook Italia non è stato aggiornato spesso, mentre il successo di Facebook, che noi avevamo annunciato in una fase della sua crescita in cui era ancora uno strumento per addetti ai lavori, cominciava a farsi strada anche presso di voi, che rappresentate di certo la fascia di utenti che vogliamo privilegiare maggiormente, nei nostri post.

Voi, a questo punto potremmo rivelarvelo, sparsi per tutto il nostro paese, dai più piccoli centri abitati della Puglia (come Caprarica, di cui vi raccomandiamo subito le serre per la pratica del running), fino ai quartieri meglio delle nostre metropoli all'italiana, siete chi di Facebook fa un uso effettivamente sociale, non finalizzato tanto a una speculazione teorica, da tecnici del web 2.0 - che pure adoriamo - ma semplicemente all'intrattenimento; all'organizzazione di un evento piccolo ma fondamentale come una pizzata; al tentativo di un amore. Oppure siete quegli stessi tecnici, quando vogliono staccare la spina del gruppo di continuità della loro workstation.

I nuovi membri del nostro team, intanto, vi salutano, come i vecchi, del resto, e vi augurano una buona permanenza sulla pagine del nostro sito.

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