domenica 8 febbraio 2009

Facebook potrebbe sostituire anche Twitter

Una delle chiavi del successo di Facebook è certamente l'idea della sua universalità, quindi, la fiducia dell'utente nella sua potenziale diffusione, fin dall'inizio. E questa fiducia derivava e deriva dal suo essere un raccoglitore di tutto quanto si fosse fatto sul web, solo sviluppato per una piattaforma precepita come più chiusa, sicura, affidabile dell'intera Internet, e anche più responsabilizzante per i suoi utilizzatori. In Facebook risiede, a livello amatoriale e dunque reale, quello che in siti specializzati (esempio su tutti: Flickr.com per le foto), ma comunque raramente professionali, spesso rasenta l'elitarismo immotivato, o l'affettazione scomposta, con le dovute eccezioni.

Questo vale per le immagini di Flickr, quanto per i video di Youtube (ma soprattutto quelli, più fighetti, di Vimeo), quanto, sempre più, attraverso commenti e "note", per i vecchi cari blog. Gli status di Facebook però, pur commentabili e sempre più presenti nell'esperienza degli utenti, non hanno mai potuto realmente competere con Twitter, il riferimento mondiale per il microblogging. Gli status non sono mai stati dotati di API aperte, quindi non consultabili né modificabili da client e servizi esterni a Facebook, a parte applicazioni ufficiali per dispositivi mobili. La forza di Twitter, invece, è da sempre stata la sua grande modularità, al punto che certi utenti sono più legati al design o alle funzionalità di un certo client (Twitterrific e Twhirl su tutti) che alla home page di Twitter.

A Facebook, restava il merito, in modo ancora più massificato rispetto al boom dei blog, di aver fatto sì che, in tempi di chiara vittoria dell'immagine sulla parola scritta, tanti giovani e giovanissimi riprendessero a comunicare attraverso l'uso di una tastiera. E non si trattava né di forum né di newsgroup, storicamente media di nicchia, destinati a utenti molto lontani sia dalla "strada" che dalla realtà: i cosiddetti geek, e qualche utente generalista in cerca di soluzioni facili per problemi troppo complicati. E non si trattava neanche di Msn, l'altra grande fonte di scrittura dei nostri tempi, ma la cui epistolarità (più che sincronica: estemporanea) scade al livello di sms scritti senza neanche troppa attenzione al credito rimanente.

La notizia del giorno è che i vertici di Facebook hanno deciso di aprire le API degli status, mossa che l'editoria online specializzata ha subito riportato come un possibile scaccomatto a Twitter. Ora, pur essendo francamente convinti che ci siano delle differenze sostanziali fra i due servizi (pensate solo a quanti utenti seguite su Twitter senza che a loro passi solo lontanamente in mente la possibilità di ricambiare la cosa, senza però snaturare la vostra esperienza), noi di Facebook Italia siamo convinti che presto vedremo delle novità molto interessanti sul fronte della libertà e della facilità d'espressione del pensiero, e finalmente davvero per tutti.

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2 commenti:

  1. Non credo che sarà onestamente così facile per Facebook battere Twitter in questo campo particolarissimo che si chiama microblogging. Come dite voi, Twitter si basa anche su un effettivo blogging in formato ridotto, ma dal tono più modaiolo, più fresco, più vip, molto spesso.

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  2. Io preferisco di gran lunga Facebook

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