mercoledì 11 marzo 2009

Gli investigatori privati adorano Facebook

Viene dalla Francia la notizia che Facebook - insieme al GPS su tutti i telefonini - è uno degli strumenti tecnologici che maggiormente hanno mutato l'aspetto di una professione, oltre a quella dei comunicatori: quella dell'investigatore privato. I detective francesi, ad esempio, riuniti in questi giorni a Parigi, stanno analizzando il fenomeno, rendendosi conto di come le lunghe ore di pedinamento di un tempo, gli appostamenti, le difficoltà per piazzare una cimice, potrebbero diventare presto un ricordo grazie al social network di Palo Alto.

Facebook risulta come le pagine bianche della vita dei suoi utenti, e rivelano a chiunque sia in grado di farsi aggiungere - sotto vere o mentite spoglie - come amico da qualcuno, di conoscerne gli spostamenti anche in modo dettagliato e, cosa che stupisce i Clouseau digitali, veritiero. Infatti, sarebbero pochissime le menzogne sulla propria posizione o sulle proprie attività che gli utenti direbbero tramite Facebook, anche per via, crediamo, della facile e rapida verificabilità di esse fra i loro contatti.

Farsi passare per una vecchia conoscenza di chiunque è un gioco da ragazzi. Evidentemente, è molto più difficile tenersi un cecio in bocca, per tanti utenti ancora poco smaliziati, che non sanno ancora usare Facebook come strumento di promozione personale o di comunicazione tout court, ma sembrano preferire loro malgrado la lesione della propria stessa privacy e quella dei propri parenti e amici.



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4 commenti:

  1. Hai voglia! Io forse, che non sono ancora investigatore privato, comincio a fare le carte per diventarlo, visto che sto tutto il santo giorno su FB!

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  2. http://alfabetaciarly.blogspot.com

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  3. bellissimo...ti nascondi dietro un finto nome,e dici di essere un amico di amici...abiti nella stessa città..ottimo per osservare....altro che investigatore

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  4. Hai capito la segretissima che lavoretti fa?

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