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giovedì 3 gennaio 2008

Il phishing getta le reti su Facebook




Ve ne sarete già resi conto personalmente. Un grosso tentativo di phishing su scala mondiale si sta diffondendo tramite Facebook, con lo scopo di rubare le identità del maggior numero possibile di utenti del sistema di social network.

Ricevete un messaggio sul wall che recita:

lol i cant believe these pics got posted….its going to be BADDDD when her boyfriend sees these- http://www.facebook.com.profile.php.id.371233.cn


e, se cliccaste sul link fornito (come del resto ho fatto io) vi trovereste reindirizzati su una pagina identica a quella di login di Facebook, solo su un altro server camuffato. Vi chiederanno di inserire mail e password, e ve le ruberebbero all'istante, se le inseriste.

Il consiglio che vi diamo è ovviamente di cancellare subito il post dal vostro wall, anche se, visto che i phisher hanno fatto le cose per bene, e Facebook permette solo ai vostri friend di postare su un wall amico, il messaggio sembrerà recapitato da uno di loro. Il punto è che se restasse sul wall, anche altri vostri amici potrebbero incappare nella truffa, incuriositi come sarebbero certo dal contenuto del messaggio, che si rifà a una fantomatica foto "molto imbarazzante".

Consiglio numero 2: nel caso malaugurato che davvero inseriste mail e password nella pagina della truffa, cambiate subito sia la password di Facebook che quella della casella di mail ad esso collegata.

via

martedì 16 ottobre 2007

Alcolisti non proprio anonimi



Non accenna a diminuire d'intensità il flusso di nuovi membri verso uno dei gruppi in italiano dalla crescita più veloce: Aboliamo la legge che vieta la vendita di alcolici dopo le 2.

A fronte di una descrizione del gruppo accattivante - ma di un wall già addetto al vago qualunquismo politicizzato - effettivamente non si può dire che il tam tam di Facebook non stia facendo le sue vittime fra più di 900 giovani e giovanissimi amanti delle sbronze e dall'immancabile bottigliona di Vodka Absolut fra le mani - unitamente a una caption della foto in cui si spiega quanto la si è pagata straordinariamente molto.

Una cosa, però, resta verissima, porca miseria: non si possono più servire alcolici in luoghi pubblici dopo le due! E' la fine dei pariolini di sedici anni come li conosciamo?

sabato 6 ottobre 2007

Zombies, e la nuova vita ti sorride!



Fra le applicazioni di terze parti discutibili per Facebook, l’unica che uso ancora resta quella degli zombie.

In pratica, a un certo punto un tuo amico installa questa applicazione Zombie, essendo stato morso da qualcun altro, o perché è zombie abbastanza già di suo da installarla tout court.

Fatto questo, sei zombie pure tu, con tutti gli annessi e connessi. Puoi mordere e rendere zombie chi ti pare, all’interno del tuo cerchio (sempre meno della fiducia, se continui a invitare a fare cose del genere tutta la gente che hai su Facebook, e che potrebbe esserti professore universitario o futura sòla a un appuntamente al buio).

Il vero punto - che permette all’applicazione Zombie di reggersi in piedi - è il fatto che è chiaramente una critica/parodia involontaria del modo di propagarsi di tutte le applicazioni di terze parti di Facebook che si rispettino.

Vuole dirci che non è meno zombie chi ci invita a dargli un voto da 1 a 10 sulla parola, visto che dalla foto del suo profilo non capiamo neanche quanti capezzoli abbia realmente; né meno zombato chi per fare questo avrà bisogno di installare a sua volta un’applicazione, per votare, appena si renderà conto che l’invito gli viene da un autentico cesso.

Lunga vita a Zombie!